Albergo Ristorante
"Stella D'Oro"
Viale Canova,46
31054 Possagno (TV)
Tel 0423 544107
Fax 0423 544427


Dai colli Asolani a Castelfranco, un itinerario suggestivo alla scoperta di paesaggi bellissimi, di luoghi d’arte e di cultura. Asolo la “città dai cento orizzonti”, dove tutto è incanto, da sempre rifugio dorato di artisti, poeti, pittori; Possagno e le opere di Antonio Canova; San Zenone degli Ezzelini e le sue ville; Altivole con il Barco di Caterina Corsaro; Villa Barbaro a Maser e Villa Emo a Fanzolo, capolavori di Andrea Palladio; e ancora ville, chiese, paesi fino a Castelfranco, la bella città murata che diede i natali a Giorgione.
Alle pendici delle prealpi venete, in mezzo ad una verde vallata, sorge la cittadina di Possagno. Famosa per essere il paese natale dell’artista Antonio Canova, accoglie il visitatore con l’imponente e stupenda visone della cupola e del pronao del Tempio Canoviano, che si staglia candido, sovrastando il centro abitato
La vegetazione di Possagno e di tutta l’area montana del grappa è molto varia, a seconda dell’altitudine: vi domina il castagno, ma si trovano anche l’acacia, il faggio, il frassino,l’olmo e il nocciolo.
Le origini di Possagno risalgono a tempi remoti: in località Steggio sono state ritrovate tracce di vita dell’era quaternaria, con reperti paleontologici molto interessanti (nel 2001 è stato inaugurato un museo che presenta gli scavi di Seggio). Altri reperti fanno pensare a passaggi di popolazioni neo-neolitiche e paleovenete in tutta la Valcavasia ed è stata confermata l’esistenza di un castrum romanum e di un castelar medioevale.
Possagno venne per la prima volta citato nell’atto di donazione, risakente al 1076, a favore di un abate. In quell’epoca dominava la famiglia dei Rover, di origine germanica, che ebbe molti possedimenti in tutta la provincia. Con la fine della famiglia dei Rover, Possagno finì sotto la Podestaria di Asolo.
Nel 1388, dopo il breve periodo della signoria del tiranno Ezzelino III Da Romano, Possagno e tutto l’Asolano passarono sotto la Dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia.
In seguito Possagno divenne luogo di villeggiatura per i signori di tutta la provincia, tanto che alcuni di loro scelsero di trasferirsi definitivamente.
Seguirono anni sereni sino al 1797, anno in cui arrivarono i francesi al comando di Napoleone.
Possagno va orgogliosa sia dei tesori d’arte che custodisce quanto della sua operosità nel campo produttivo delle industrie, delle sue fabbriche dl laterizi e delle cave di pietra, da cui traggono vita numerosi laboratori di scalpellini e di decoratori.
Il paese ospita due importanti scuole: quella dei padri Canavis, istituti scolastici con scuole di ogni ordine e grado e la scuola alberghiera statale.

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Il Museo Canoviano di Possagno presenta una articoalata serie di edifici espositivi, di epoche divese, e numerse collezioni delle opere di Antonio Canova.
L'ala "ottocento", progettata dall'architetto veneziano Francesco Lazzari nel 1836, si presenta con una alta e solenne volta a botte, divisa in tre settori.
Vi sono esposti modelli in gesso di alcuni monumenti funerari e statue, tra cui le colossali Teseo vincitore del Centauro, Ercole e Lica e altre di rara bellezza.

L'ala Scarpa venne realizzata nel 1957, in occasione del II Centenario della nascita dell'artista, dall'architetto veneziano Carlo Scarpa.

In questa sala si possono ammirare "le Grazie"; il nudo idealizzato, la sinuosa disposizione delle figure; l'intrecco delle braccia, il velo ondeggiante; un insieme perfetto, studiato, e armonico.
Inoltre in questa sala vi sono presenti: Le Danzatrici, la Naida Giacente, l'Autoritratto dell'artista, il busto di Napoleone, e altre opere meravigliose.

Per ulteriori informazioni vista il sito ufficiale del museo: www.museocanova.it

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Il Tempio, che il Canova volle come chiesa parocchiale del suo paese, è dedicato alla Trinità: ui progettato da lui stesso e disegnato da Pietro Brosio, con suggerimenti dell'architetto Antonio Selva.
Canova pose la prima pietra l'11 luglio 1819.
Si distinguono, nell' imponenete costuzione neo-classica, tre elementi ispiratori: il collonato dorico(partenone di Atene) , il corpo centrale

(Pantheon Romano), e l'abside in posizione elevata come nella antiche basiliche cristiane.

Le tre parti possono considerarsi simboli di tre età della storia: la civiltà greca, la civiltà latina e la solennità cristiana. All'interno possiamo ammirare la volta interna, ripartita in sette file di 32 cassettoni quadrangolari, ciascuno dei quali presenta un rosone dorato.

Il Tempio custodisce anche preziose opere d'arte tra cui ricordiamo la Pala dell'altare di S.Francesco di Paola, opera di Luca Giordano, la tela di Gesù nell'orto degli Ulivi, opera di Palma di Giovane.

Vari modelli di metope canoviane con scene tratte dall'Antico Testamento arrichiscono le pareti laterali.
Il grande nicchione di destraq ospita la Pietà in bronzo, opera di Bartolomeo Ferrari su modello del Canova. L'altare maggiore ospita la Pala della Deposizione, opera pittorica del Canova, realizzata tra il 1798-1799 per la vecchia chiesa parrocchiale e qui trasferita nel 1830; ai lati del ciborio due statue del Torretti, Maestro del Canova.

Nell'ultimo altare, una tela della Madonna con santi, attribuita ad Andrea Vicentino.

La parete a sinistra dell'entrata è dominata dall'imponente nicchia che ospita l'urna funeraria del Maestro di Possagno.
A destra della Tomba, l'Autoritratto di Antonio Canova, a sinistra il ritratto del suo fratellastro Giovanni Battista Sartori, eseguito da Cincinnato Baruzzi; davanti alla Tomba, si trova un Tripode in bronzo, opera del Pogliaghi, in ricordo del primo centenario della morte (1922).


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